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Scandalo nelle Spezie: L’India Avvia un’Indagine su Presunte Sostanze Cancerogene

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Dopo un periodo di preoccupante silenzio, l’India ha finalmente mosso i primi passi verso un’indagine approfondita riguardante la sicurezza delle sue spezie. La mossa arriva in seguito al divieto imposto da Hong Kong e Singapore su alcune popolari miscele di spezie indiane, che ha scatenato allarmi sanitari su scala globale.

La questione al centro delle indagini è la presenza di ossido di etilene, un agente sterilizzante usato anche in agricoltura, ma potenzialmente pericoloso. In particolare, la Food Safety and Standards Authority of India (FSSAI) ha deciso di effettuare test e ispezioni per verificare la sicurezza dei prodotti finiti, data la sua associazione con un aumento del rischio di sviluppare forme di cancro, come linfomi e leucemie, dovuto alla sua capacità di danneggiare il DNA.

La gravità della situazione è evidenziata dalla scoperta da parte dell’European Food Safety Authority (EFSA) di sostanze chimiche cancerogene in 527 prodotti alimentari indiani tra il 2020 e il 2021, con conseguenti respingimenti di spedizioni e rimozioni dal mercato europeo, specialmente di prodotti contenenti sesamo e frutta secca. Di questi prodotti, più di 300 provenivano esclusivamente dall’India.

Inoltre, il problema non si limita all’ossido di etilene. Prodotti di marchi come Everest e MDH, esportati globalmente, sono stati anche trovati contenere tracce di salmonella, portando a ulteriori divieti e allerta nella Food and Drug Administration americana che ha respinto il 31% dei prodotti di MDH negli ultimi sei mesi.

L’attenzione scarsa dei media locali contrasta con la potenziale gravità dell’impatto economico e sanitario di queste scoperte. Con un valore di 10,44 miliardi di dollari per il mercato domestico delle spezie e circa 4 miliardi di dollari in esportazioni annue, l’India rischia non solo gravi perdite economiche ma anche un danno significativo alla sua reputazione come leader mondiale nel settore delle spezie.

Il rischio è che altri mercati importanti, come quello cinese, possano seguire l’esempio di Hong Kong e Singapore, portando a un isolamento sempre maggiore del mercato indiano. In questo scenario, l’inchiesta in corso non è solo una questione di conformità normativa, ma un passo cruciale per salvaguardare la salute pubblica e la fiducia nel vasto mercato delle spezie indiane.

La questione solleva interrogativi urgenti sulla regolamentazione e il controllo qualità nell’industria alimentare indiana e sottolinea la necessità di un’azione immediata e trasparente per ristabilire la fiducia nei suoi prodotti a livello globale.

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