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Isole greche senza folla: 6 alternative a Santorini e Mykonos che costano la metà

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Isole greche senza folla: 6 alternative a Santorini e Mykonos che costano la metà

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La Grecia ha oltre 6.000 isole e isolotti, di cui circa 230 sono abitati. Eppure il 70% dei turisti si concentra su una manciata di destinazioni — Santorini, Mykonos, Creta, Rodi — trasformandole in parchi a tema con prezzi da capogiro e spiagge dove trovare un posto per l’asciugamano diventa una competizione olimpica. Se vuoi vivere l’esperienza greca autentica — acque cristalline, villaggi bianchi, taverne con pesce fresco e conto sotto i 30 euro per due — devi uscire dalle rotte battute.

Queste sei isole offrono tutto quello che cerchi nella Grecia da cartolina, ma con un vantaggio enorme: ci sono pochissimi turisti, i prezzi sono accessibili e gli abitanti ti accoglieranno con una genuinità che nelle isole famose si è persa da tempo.

Cicladi meno conosciute

Folegandros è la risposta alla domanda “com’era Santorini trent’anni fa?”. Una piccola isola di 700 abitanti con un capoluogo — Chora — arroccato su una scogliera a 200 metri sul mare, con le stesse casette bianche con le porte blu che hanno reso famosa la vicina Santorini, ma senza le navi da crociera e i selfie-stick. La spiaggia di Agali, raggiungibile a piedi con una camminata di 20 minuti, ha acque turchesi e una taverna sulla sabbia che serve polpo alla griglia e insalata greca per 12 euro. Una doppia in un buon albergo a Chora costa 60-90 euro a notte in alta stagione — circa un terzo di Santorini.

Sifnos è considerata l’isola della gastronomia greca e non a caso: qui è nato Nikos Tselementes, autore del primo ricettario greco moderno. L’isola è famosa per i piatti a base di ceci (la revithada, ceci cotti per ore nel forno a legna, è il piatto simbolo), il formaggio locale manoura e i dolci al miele. Ma Sifnos non è solo cibo: ha oltre 70 chiese bianche sparse per l’isola, sentieri escursionistici segnalati che collegano tutti i villaggi, e spiagge come Vathi — una baia protetta con acqua trasparente e un paio di taverne sulla riva.

Amorgos è l’isola dove Luc Besson ha girato “Le Grand Bleu” nel 1988, e da allora ben poco è cambiato. Selvaggia, montuosa, con sentieri che attraversano gole impressionanti e portano a monasteri aggrappati a pareti rocciose a strapiombo sul mare. Il Monastero della Chozoviotissa, costruito nel 1017 incastonato in una parete verticale di 300 metri sopra il mare, è uno degli edifici più spettacolari di tutta la Grecia. L’isola è perfetta per chi ama il trekking e vuole alternare camminate impegnative a bagni in calette raggiungibili solo a piedi.

Isole Ionie e Saroniche: vicine e convenienti

Ithaca (Itaca) è l’isola di Ulisse — quella dell’Odissea — e mantiene un fascino letterario che nessun’altra isola greca può vantare. Ma oltre al mito, Itaca è un’isola verdeggiante con villaggi colorati che si riflettono in baie riparate, spiagge di ciottoli bianchi con acque azzurre e una tranquillità quasi surreale. Il capoluogo Vathy è uno dei porti naturali più belli del Mediterraneo: case color pastello disposte ad anfiteatro attorno a una baia profonda e calma. I ristoranti servono pesce fresco a prezzi onesti — un pranzo completo per due con vino locale raramente supera i 40 euro.

Hydra è l’isola senza auto: niente macchine, niente motorini, niente strade asfaltate. Ci si muove a piedi, in barca o a dorso d’asino — sì, gli asini sono il mezzo di trasporto ufficiale dell’isola. Il porto di Hydra, con le sue case neoclassiche in pietra grigia e le taverne sul lungomare, è uno dei più fotografati della Grecia, frequentato da artisti e intellettuali dagli anni ’60. Leonard Cohen ci ha vissuto per anni, e l’atmosfera bohémienne persiste ancora oggi. Il vantaggio logistico è che Hydra è raggiungibile in soli 90 minuti di aliscafo dal Pireo — perfetta anche per una gita di un giorno da Atene.

Astypalea è la più orientale delle isole del Dodecaneso e sembra una farfalla vista dall’alto: due lembi di terra collegati da un istmo di 100 metri di larghezza. La Chora in cima alla collina, dominata da un castello veneziano del XIII secolo, è un labirinto di casette bianche con porte e finestre azzurre che al tramonto si tinge di arancione. L’isola ha pochissime strutture turistiche — una manciata di hotel familiari e taverne — il che significa che in bassa stagione potresti trovarti quasi da solo su spiagge da sogno come Vatses o Kaminakia.

  • Il periodo migliore per visitare queste isole è giugno o settembre: mare caldo, pochi turisti e prezzi bassi. Luglio e agosto sono vivibili ma più affollati
  • Raggiungi le isole minori con i traghetti locali da Atene (Pireo o Rafina): i biglietti costano 20-40 euro e le tratte durano 4-8 ore — tempo che puoi goderti sul ponte a guardare il mare
  • Prenota l’alloggio su piattaforme locali greche o contattando direttamente le strutture: molte non sono su Booking o Airbnb e offrono prezzi migliori
  • Noleggia uno scooter (15-25 euro al giorno) per esplorare le isole in libertà: le strade sono poco trafficate e i paesaggi valgono ogni curva

Il fascino delle isole greche minori sta nella loro capacità di farti sentire lontano da tutto senza bisogno di volare dall’altra parte del mondo. Una settimana su una di queste isole — con i ritmi lenti, i tramonti sul mare, il cibo genuino e le conversazioni con la gente del posto — ha un potere rigenerante che nessun resort di lusso potrà mai eguagliare. E quando tornerai a casa, il ricordo che porterai con te non sarà una foto perfetta per i social, ma la sensazione di aver vissuto davvero un pezzo di Mediterraneo autentico.

Immagine di G Tech Group

G Tech Group

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