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Investire da zero: come iniziare con 100 euro al mese senza fare errori da principiante

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Investire da zero: come iniziare con 100 euro al mese senza fare errori da principiante

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“Per investire servono tanti soldi.” È la convinzione più diffusa e più sbagliata che esista sulla finanza personale. Nel 2024 puoi aprire un conto di investimento in 10 minuti, versare 100 euro al mese e costruire un patrimonio che tra vent’anni potrebbe valere più del doppio di quanto hai versato. Non è fantascienza — è matematica, e si chiama interesse composto.

Albert Einstein (forse) definì l’interesse composto “l’ottava meraviglia del mondo”. Vera o apocrifa che sia la citazione, il concetto è reale: se investi 100 euro al mese con un rendimento medio del 7% annuo (la media storica del mercato azionario globale negli ultimi 50 anni), dopo 20 anni avrai versato 24.000 euro ma il tuo portafoglio varrà circa 52.000 euro. I 28.000 euro di differenza sono soldi che i tuoi soldi hanno generato da soli.

Ma prima di lanciarti, ci sono errori tipici del principiante che possono costarti caro. Li ho fatti quasi tutti al mio primo anno di investimenti, e ti risparmio la fatica di ripeterli.

I tre errori che fanno tutti all’inizio

Il primo errore è investire prima di avere un fondo di emergenza. Se investi tutti i tuoi risparmi e poi il frigorifero si rompe o l’auto ha bisogno di una riparazione costosa, sarai costretto a disinvestire — probabilmente nel momento peggiore, quando il mercato è in calo. Prima di investire un solo euro, metti da parte almeno 3-6 mesi di spese in un conto separato (un conto deposito va benissimo). Quel fondo è sacro — non si tocca per investire.

Il secondo errore è cercare di battere il mercato. Comprare e vendere singole azioni, seguire le “dritte” dell’amico del bar, investire nella crypto che ha fatto il 300% la scorsa settimana. Il 90% dei trader privati perde soldi nel lungo periodo — è un dato verificato da decenni di ricerca accademica. I gestori di fondi professionali, con team di analisti e miliardi di dati, nella maggioranza dei casi non battono il mercato. Tu, con il telefono durante la pausa pranzo, hai zero possibilità.

Il terzo errore è il panico. Il mercato crolla del 20%? Vendi tutto. Il mercato sale del 30%? Compri tutto. Questo comportamento — comprare alto e vendere basso — è esattamente l’opposto di quello che dovresti fare, ed è guidato dall’emozione. L’investitore che ha investito nell’S&P 500 nel 2008 (durante la peggiore crisi finanziaria in 80 anni) e non ha venduto ha visto il suo investimento moltiplicarsi per cinque nei 15 anni successivi.

Lo strumento giusto per i principianti: gli ETF

Un ETF (Exchange Traded Fund) è un fondo che replica automaticamente un indice di mercato — per esempio l’S&P 500 (le 500 aziende più grandi degli USA) o l’MSCI World (le principali aziende del mondo). Invece di comprare 500 azioni singolarmente, compri un ETF e possiedi automaticamente una fetta di tutte e 500. Diversificazione istantanea.

Gli ETF hanno costi bassissimi — lo 0,07-0,20% annuo, contro l’1,5-2% dei fondi di investimento venduti in banca. Quella differenza di 1,5% sembra poca, ma su 20 anni di investimento può costarti il 30% del rendimento. Le banche non te lo dicono perché su quei costi ci guadagnano — è il loro modello di business.

Un ETF globale come il Vanguard FTSE All-World (ticker: VWCE) o l’iShares MSCI World (ticker: SWDA) è probabilmente il miglior primo investimento che puoi fare. Con un solo prodotto investi in migliaia di aziende di tutto il mondo — tecnologia americana, industria europea, crescita asiatica. Se una regione va male, le altre compensano. Se un settore crolla, gli altri reggono.

Dove investire: la piattaforma giusta

Le banche tradizionali italiane non sono il posto migliore per investire in ETF. Le commissioni sono alte (5-20 euro per operazione), i prodotti consigliati sono quelli che generano più commissioni per la banca (non quelli migliori per te), e l’esperienza utente è spesso antiquata.

Le piattaforme online sono molto più efficienti. Directa (italiana, regime amministrato — fa da sostituto d’imposta) è la scelta più semplice per gli italiani perché gestisce automaticamente la fiscalità. Le commissioni sono basse (1,50-5 euro per operazione sugli ETF) e l’interfaccia è funzionale, anche se non la più bella del mondo.

DEGIRO e Interactive Brokers hanno commissioni ancora più basse ma regime dichiarativo — devi inserire tu i guadagni nella dichiarazione dei redditi o pagare un commercialista per farlo. Per chi investe sotto i 50.000 euro e non vuole complicazioni fiscali, Directa resta la scelta più ragionevole.

  • Prima di investire, costruisci un fondo di emergenza di 3-6 mesi di spese
  • Non cercare di battere il mercato con singole azioni — il 90% dei trader perde
  • Inizia con un ETF globale (VWCE o SWDA) per diversificare con un solo acquisto
  • Investi la stessa cifra ogni mese (PAC) per eliminare il rischio del timing
  • Non vendere durante i crolli — storicamente il mercato si è sempre ripreso
  • Piattaforma italiana in regime amministrato (Directa) per semplicità fiscale

Il PAC: il modo più intelligente per investire poco alla volta

Il PAC (Piano di Accumulo del Capitale) è la strategia perfetta per chi inizia. Funziona così: ogni mese investi la stessa cifra nello stesso ETF, indipendentemente dal prezzo. Se il mercato è alto, compri meno quote. Se è basso, compri più quote. Nel tempo, il prezzo medio delle tue quote si stabilizza, eliminando il rischio di investire tutto nel momento sbagliato.

Questa strategia si chiama dollar cost averaging ed è raccomandata da praticamente ogni consulente finanziario serio al mondo. Non massimizzerà i rendimenti in assoluto — per quello dovresti investire tutto in un momento perfetto, che nessuno è in grado di prevedere — ma elimina l’ansia del timing e ti protegge dalla tua stessa emotività.

Su Directa puoi impostare un PAC automatico: imposti l’importo, la frequenza (mensile, trimestrale) e l’ETF, e la piattaforma compra automaticamente senza che tu debba fare niente. Togli l’emozione dall’equazione e lasci che la matematica faccia il suo lavoro.

La fiscalità in Italia sugli investimenti prevede una tassazione del 26% sulle plusvalenze (la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita). Ma la paghi solo quando vendi — non quando il valore sale. Questo significa che puoi lasciare crescere il tuo investimento per 20 anni senza pagare un euro di tasse, e pagare il 26% solo alla fine quando realizzi il guadagno. Il differimento fiscale è uno dei vantaggi più potenti degli investimenti a lungo termine.

Investire non è un gioco per ricchi o per esperti di finanza. È un’abitudine — come risparmiare, come fare la spesa con la lista. Cento euro al mese, un ETF globale, un PAC automatico e la pazienza di non toccare nulla per vent’anni. Non è eccitante, non fa notizia, non ti renderà ricco domani. Ma tra vent’anni, quando guarderai il tuo portafoglio e vedrai che i tuoi 24.000 euro sono diventati 52.000, capirai perché Einstein (forse) chiamava l’interesse composto la più grande forza dell’universo.

Immagine di G Tech Group

G Tech Group

La G Tech Group è un’azienda leader nel settore dell’innovazione tecnologica. Siamo un team di esperti altamente qualificati che lavorano insieme per creare soluzioni tecnologiche avanzate per aiutare le aziende a raggiungere i loro obiettivi.

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