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Hai qualche migliaio di euro fermi sul conto corrente che non ti rendono nulla — anzi, tra spese di tenuta, imposta di bollo e inflazione al 2-3%, stai perdendo soldi ogni mese. Lo sai, ma il mondo degli investimenti ti sembra un campo minato: azioni che crollano, cripto che evaporano, consulenti bancari che ti propongono fondi con commissioni del 2% che mangiano qualsiasi rendimento. E così i soldi restano lì, immobili, a perdere valore piano piano.
La buona notizia è che esistono strumenti semplici e sicuri che chiunque può usare senza essere un esperto di finanza. Non ti faranno diventare ricco, ma proteggeranno il tuo denaro dall’inflazione e ti daranno un rendimento onesto con un rischio basso o nullo. Vediamo i tre più accessibili per chi parte da zero.
Un conto deposito è il modo più semplice e sicuro per far fruttare i risparmi. Funziona così: depositi i soldi, la banca li usa e in cambio ti paga un interesse. Il capitale è garantito fino a 100.000 euro dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi — anche se la banca fallisce, riprendi i tuoi soldi.
Nel 2024, i conti deposito vincolati (quelli dove blocchi i soldi per un periodo prestabilito) offrono tassi tra il 3% e il 4,5% lordo per vincoli di 12-24 mesi. Al netto delle tasse (imposta sostitutiva del 26% sui rendimenti + bollo dello 0,2% sul capitale), un deposito di 10.000 euro vincolato al 4% ti rende circa 280 euro netti in un anno. Non è tantissimo, ma è enormemente meglio di zero.
I migliori conti deposito del momento sono quelli delle banche online — Cherry Bank, Illimity, Banca Progetto, Conto Arancio di ING. Le banche fisiche tradizionali offrono tassi più bassi perché hanno costi di filiale da coprire. La procedura è tutta online: apri il conto in 10-15 minuti con SPID o bonifico di riconoscimento, trasferisci i soldi e scegli il vincolo.
L’unico aspetto negativo è il vincolo: se blocchi i soldi per 18 mesi e li togli prima, perdi gli interessi (o una parte). Per questo, non vincolare mai soldi di cui potresti avere bisogno — tieni sempre un fondo emergenza di 3-6 mesi di spese sul conto corrente o su un deposito senza vincolo.
I BTP sono titoli di debito dello Stato italiano. Presti soldi allo Stato, e lo Stato ti paga un interesse e ti restituisce il capitale alla scadenza. Il rischio è legato alla solvibilità dell’Italia — che ha i suoi problemi di debito, ma nella storia non ha mai fatto default (non ha mai rifiutato di pagare i suoi debiti).
Il grande vantaggio dei BTP è la tassazione agevolata: solo il 12,5% sui rendimenti, contro il 26% dei conti deposito e degli investimenti finanziari. Un BTP al 3,5% lordo rende circa il 3,06% netto — molto competitivo. I BTP Italia, in particolare, proteggono dall’inflazione perché il rendimento è legato all’indice FOI dei prezzi al consumo.
I Buoni Fruttiferi Postali sono l’alternativa ancora più semplice. Li compri alle Poste, sono garantiti dallo Stato, la tassazione è al 12,5%, e non hanno costi di acquisto o gestione. Il Buono Ordinario rende circa il 2,5-3% annuo su orizzonti di 10-20 anni. Il Buono 3×4 offre rendimenti crescenti ogni 4 anni. Il vantaggio principale è la semplicità: vai in posta, compri il buono, e non ci pensi più.
Se sei disposto ad accettare un po’ di rischio in più in cambio di rendimenti potenzialmente superiori, gli ETF (Exchange-Traded Fund) sono lo strumento più efficiente per il piccolo investitore. Un ETF è un fondo che replica un indice di mercato — per esempio, lo S&P 500 (le 500 aziende più grandi degli USA) o il MSCI World (le principali aziende del mondo).
Comprare un ETF che replica lo S&P 500 significa possedere un pezzetto di Apple, Microsoft, Amazon, Google e altre 496 aziende in un solo acquisto. Le commissioni sono bassissime — lo 0,07-0,20% annuo, contro l’1,5-2,5% dei fondi venduti in banca. Negli ultimi 30 anni, lo S&P 500 ha reso in media il 10% annuo lordo. Ci sono stati anni negativi (2008, 2022), ma su orizzonti di 10-20 anni il rendimento è sempre stato positivo.
Per comprare ETF ti serve un conto titoli. I broker online più usati in Italia sono Directa SIM (italiano, niente doppia imposizione), Fineco (costi più alti ma servizio completo), e Trade Republic o Scalable Capital (tedeschi, commissioni minime). L’investimento minimo può essere anche di 50 euro al mese con i piani di accumulo (PAC) — compri una quota fissa ogni mese, mediando automaticamente i prezzi nel tempo.
Il peggiore errore che puoi fare è mettere tutti i risparmi in un unico strumento. La diversificazione — dividere i soldi tra strumenti diversi — è l’unica strategia che riduce il rischio senza ridurre il rendimento atteso. Una distribuzione ragionevole per chi parte da zero potrebbe essere: 30% fondo emergenza sul conto corrente, 30% conto deposito vincolato, 40% ETF globale con PAC mensile.
Il secondo errore è guardare i rendimenti ogni giorno. Gli ETF oscillano — è normale. Il mercato può scendere del 20% in un anno e recuperare tutto l’anno dopo. Se guardi i numeri ogni giorno, l’ansia ti farà vendere nel momento peggiore. Imposta il PAC automatico, controlla una volta al trimestre, e ricordati che stai investendo per il futuro, non per domani.
I soldi fermi sul conto corrente sono soldi che perdono valore ogni giorno. Non servono grandi cifre per iniziare a farli lavorare — anche 100 euro al mese su un ETF, o 2.000 euro su un conto deposito, sono infinitamente meglio di niente. La finanza personale non è un gioco per ricchi — è una competenza di base che tutti dovrebbero avere, e il momento migliore per iniziare è sempre adesso.
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