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Ogni anno il fisco italiano mette a disposizione decine di bonus e detrazioni che molti contribuenti non sfruttano semplicemente perché non li conoscono. Secondo un’analisi del Centro Studi di Confcommercio, circa il 30% degli italiani aventi diritto non richiede almeno una delle agevolazioni a cui potrebbe accedere, lasciando sul tavolo centinaia o migliaia di euro. Orientarsi nella giungla degli incentivi non è semplice, ma conoscere quelli principali può fare una differenza concreta sul tuo bilancio familiare.
Il bonus ristrutturazione al 50% resta una delle agevolazioni più utilizzate dagli italiani. Permette di detrarre dall’IRPEF il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo della propria abitazione, fino a un massimo di 96.000 euro di spesa. La detrazione si recupera in 10 rate annuali di pari importo. Se spendi 20.000 euro per rifare il bagno, recuperi 10.000 euro in 10 anni (1.000 euro in meno di tasse ogni anno).
L’Ecobonus copre gli interventi di efficientamento energetico con detrazioni che variano dal 50% al 65% a seconda del tipo di intervento. La sostituzione della caldaia con un modello a condensazione è detraibile al 65%, così come l’installazione di pannelli solari termici, la coibentazione del tetto e delle pareti e la sostituzione degli infissi. Per gli infissi, la detrazione è al 50% con un tetto di spesa di 60.000 euro per unità immobiliare.
Il bonus mobili permette di detrarre al 50% l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe energetica non inferiore alla A per i forni, alla E per lavatrici e lavastoviglie) destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione. Il tetto di spesa nel 2024 è di 8.000 euro. Attenzione: il bonus mobili è legato a una ristrutturazione in corso o recente; non puoi comprare una cucina nuova e detrarre senza aver fatto anche lavori.
L’Assegno Unico Universale (AUU) è il principale strumento di sostegno alle famiglie con figli. Spetta a tutti i nuclei con figli a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per figli disabili) e l’importo varia in base all’ISEE: da un massimo di 199,40 euro per figlio minorenne con ISEE fino a 17.090 euro, fino a un minimo di 57 euro per figlio con ISEE superiore a 45.574 euro. Per chi non presenta l’ISEE, l’importo è quello minimo.
Le maggiorazioni dell’AUU sono significative e spesso sconosciute: +30% per il secondo figlio in poi se il nucleo ha almeno 3 figli, +50 euro per nucleo con almeno 4 figli, +85 euro per figlio minorenne con ISEE fino a 17.090 euro se entrambi i genitori lavorano. Per i figli disabili le maggiorazioni arrivano fino a 119 euro aggiuntivi. Una famiglia con tre figli piccoli e doppio reddito può ricevere oltre 700 euro al mese.
Le spese scolastiche sono detraibili al 19% fino a un massimo di 800 euro per figlio. Rientrano: mensa scolastica, gite, corsi integrativi, servizio di trasporto scolastico. Per l’università (pubblica o privata) i limiti sono più alti e variano per area disciplinare e regione. L’affitto per studenti fuori sede è detraibile al 19% fino a 2.633 euro di spesa.
Le spese sportive per figli tra 5 e 18 anni sono detraibili al 19% fino a 210 euro per figlio. Include iscrizioni e abbonamenti a palestre, piscine, associazioni sportive e altre strutture che promuovono l’attività fisica.
Le spese sanitarie sono detraibili al 19% per la parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. Rientrano: visite mediche specialistiche, esami diagnostici, farmaci (da banco e con ricetta), occhiali e lenti a contatto, protesi dentarie, dispositivi medici, prestazioni di fisioterapisti, psicologi e altri professionisti sanitari. Per le spese dentistiche, che rappresentano spesso la voce più pesante, non c’è un tetto massimo di detrazione.
Un aspetto poco conosciuto: anche le spese per farmaci da banco (antidolorifici, integratori prescritti dal medico, prodotti omeopatici) sono detraibili se accompagnate dallo scontrino parlante della farmacia. Conservare tutti gli scontrini della farmacia può valere 100-200 euro di risparmio fiscale a fine anno.
Le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni sono detraibili al 19% fino a 530 euro di premio annuo. Le polizze contro le catastrofi naturali sull’abitazione principale (terremoto, alluvione) godono di una detrazione del 19% senza limiti di importo, un incentivo particolarmente rilevante dopo le recenti alluvioni in Emilia-Romagna e Toscana.
Il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) vale 1.200 euro annui (100 euro al mese) per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 15.000 euro. Per redditi tra 15.000 e 28.000 euro, spetta in misura ridotta a determinate condizioni. Il trattamento è erogato automaticamente dal datore di lavoro in busta paga, ma conviene verificare che sia applicato correttamente.
La detrazione per lavoro dipendente è stata ridisegnata con la riforma IRPEF: 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro, poi decrescente fino ad azzerarsi a 50.000 euro. Anche i pensionati hanno detrazioni specifiche: 1.955 euro per redditi fino a 8.500 euro (la cosiddetta “no tax area” per i pensionati).
Le spese per colf e badanti sono deducibili dal reddito (non detraibili, una differenza importante: la deduzione riduce la base imponibile) fino a 1.549,37 euro per i contributi previdenziali versati. Se hai un genitore anziano non autosufficiente, le spese per l’assistenza personale sono detraibili al 19% fino a 2.100 euro di spesa, con un limite di reddito di 40.000 euro.
Le donazioni a ONLUS, organizzazioni di volontariato ed enti del Terzo Settore danno diritto a una detrazione del 30% fino a 30.000 euro di erogazione (35% per le organizzazioni di volontariato). In alternativa, puoi optare per la deduzione dal reddito fino al 10%. Il 5 per mille non è una donazione aggiuntiva ma una destinazione di imposte già dovute: inserire il codice fiscale dell’ente beneficiario nella dichiarazione dei redditi non costa nulla ma sostiene concretamente un’organizzazione che ti sta a cuore.
Per sfruttare al massimo queste agevolazioni, conserva tutte le ricevute e fatture, verifica che i pagamenti tracciabili siano effettuati con carta, bonifico o altro strumento tracciabile (dal 2020 le detrazioni al 19% sono riconosciute solo per pagamenti tracciabili, con eccezione di farmaci e dispositivi medici), e valuta l’assistenza di un CAF o commercialista se la tua situazione è complessa. Il costo della consulenza si ripaga ampiamente con le detrazioni recuperate.
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