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Bonus e detrazioni fiscali 2024: quali puoi ancora richiedere e come

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Bonus e detrazioni fiscali 2024: quali puoi ancora richiedere e come

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Ogni anno lo Stato italiano mette a disposizione decine di bonus e detrazioni fiscali per famiglie, lavoratori e proprietari di casa. Il problema è che la maggior parte delle persone non li conosce, non sa come richiederli o rinuncia perché la burocrazia sembra insormontabile. Secondo un’analisi del CENSIS, circa 4 miliardi di euro di agevolazioni fiscali restano inutilizzati ogni anno semplicemente perché i potenziali beneficiari non ne fanno richiesta.

Ti faccio una panoramica dei principali bonus disponibili nel 2024, con i requisiti, gli importi e soprattutto le indicazioni pratiche per richiederli senza perdere la testa tra moduli e portali. Non serve un commercialista per la maggior parte di questi — serve solo sapere che esistono e dove trovarli.

Bonus per la casa: cosa resta dopo il Superbonus

Il Superbonus 110% è praticamente finito nella sua forma originaria, ma restano attive diverse agevolazioni per chi ristruttura o migliora la propria abitazione. Il Bonus Ristrutturazioni al 50% è confermato anche nel 2024: puoi detrarre il 50% delle spese di ristrutturazione edilizia fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione si spalma in 10 rate annuali uguali nella dichiarazione dei redditi.

Rientrano nel bonus: rifacimento del bagno, sostituzione degli impianti, ristrutturazione della cucina, sostituzione di porte e finestre (se non cambiano le dimensioni dell’apertura), installazione di impianti fotovoltaici, rifacimento del tetto, consolidamento strutturale. Non rientrano: la tinteggiatura interna senza altri lavori, l’arredamento (per quello c’è il Bonus Mobili) e la manutenzione ordinaria sulla singola unità (solo se in condominio).

Il Bonus Mobili è collegato al Bonus Ristrutturazioni: se stai ristrutturando, puoi detrarre al 50% anche l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe A per i forni, E per lavatrici e lavastoviglie) fino a 5.000 euro di spesa. Significa che se compri una cucina nuova da 4.000 euro, ne recuperi 2.000 in 10 anni di dichiarazione dei redditi.

L’Ecobonus per il risparmio energetico è ancora attivo al 65% per interventi come la sostituzione della caldaia con una a condensazione, l’installazione di pompe di calore, il cappotto termico (anche se non al 110%), la sostituzione di infissi (se migliora la classe energetica). Il tetto di spesa varia da 30.000 a 100.000 euro a seconda dell’intervento.

Bonus per famiglie e figli

L’Assegno Unico Universale è il bonus più consistente per le famiglie con figli a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per figli disabili). L’importo va da 57 a 199 euro al mese per figlio, in base all’ISEE. Con ISEE fino a 17.090 euro si percepisce l’importo massimo; con ISEE superiore a 45.575 euro si percepisce il minimo. Si richiede una sola volta sul sito INPS e si rinnova automaticamente — ma devi aggiornare l’ISEE ogni anno entro febbraio per non perdere le maggiorazioni.

Le maggiorazioni fanno la differenza: +85 euro al mese per ciascun figlio con meno di un anno, +15 euro per famiglie con 4 o più figli, +22 euro se entrambi i genitori lavorano (con ISEE sotto i 17.090 euro). Una famiglia con 3 figli piccoli e ISEE basso può arrivare a ricevere oltre 700 euro al mese — non pochi.

Il Bonus Nido copre fino a 3.000 euro annui per il pagamento della retta dell’asilo nido (pubblico o privato) per bambini fino a 3 anni. L’importo esatto dipende dall’ISEE: fino a 25.000 euro di ISEE si ottiene il massimo. Si richiede online su INPS allegando le ricevute di pagamento della retta — un processo un po’ laborioso ma fattibilissimo.

Per le spese scolastiche, puoi detrarre al 19% fino a 800 euro per figlio (non per grado di istruzione, ma per figlio) per iscrizione, mensa, gite, contributi scolastici. Basta conservare le ricevute e inserirle nella dichiarazione dei redditi — il CAF lo fa in automatico se gli porti i documenti.

Detrazioni che molti dimenticano di chiedere

Le spese mediche sono detraibili al 19% per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Questo include visite specialistiche, analisi, farmaci (sia da banco che con ricetta), occhiali, apparecchi acustici, spese dentistiche, fisioterapia. Se una famiglia spende 2.000 euro in spese mediche nell’anno, la detrazione è circa 355 euro. Molte persone non raccolgono le ricevute della farmacia — errore costoso.

Le spese per l’attività sportiva dei figli tra 5 e 18 anni sono detraibili al 19% fino a 210 euro per figlio. Palestra, piscina, corsi di calcio, danza, arti marziali — tutto rientra. Serve la ricevuta con i dati dell’ente sportivo e il codice fiscale del ragazzo.

L’abbonamento al trasporto pubblico (treno, metro, bus) è detraibile al 19% fino a 250 euro. Se prendi il treno per andare al lavoro e spendi 1.200 euro l’anno di abbonamento, recuperi circa 47 euro. Non è tantissimo, ma è gratuito — basta conservare la ricevuta.

Le spese universitarie sono detraibili al 19%, sia per le università pubbliche (senza limiti) che per quelle private (con tetti che variano da 2.900 a 3.900 euro a seconda dell’area disciplinare e della regione). Chi studia fuori sede può detrarre anche il canone d’affitto fino a 2.633 euro, purché l’università disti almeno 100 km dalla residenza (o 50 km per chi risiede in aree montane).

Il Bonus Psicologo, confermato nel 2024, offre fino a 1.500 euro per percorsi di psicoterapia (con ISEE sotto 15.000 euro) o fino a 500 euro con ISEE tra 30.000 e 50.000 euro. Si richiede su INPS e, se ammessi, si riceve un codice univoco da comunicare al terapeuta. La domanda è a graduatoria — conviene presentarla il prima possibile.

Come richiedere i bonus: la pratica

La maggior parte dei bonus si richiede attraverso il portale INPS (inps.it) con SPID, CIE o CNS. Se non hai SPID, fallo subito — si attiva in 10 minuti con il riconoscimento via app dell’identità digitale (Poste, TIM, Sielte). Senza SPID, la burocrazia digitale italiana è inaccessibile.

Per le detrazioni fiscali (spese mediche, scolastiche, ristrutturazioni), non serve fare domanda: le inserisci nella dichiarazione dei redditi, che puoi fare gratuitamente al CAF del tuo sindacato o patronato. Porta tutte le ricevute e i documenti — il CAF si occupa del resto. Puoi anche fare il 730 precompilato online sul sito dell’Agenzia delle Entrate, che dal 2024 include già molte spese trasmesse automaticamente da farmacie, medici e banche.

Un consiglio pratico: crea una cartella (fisica o digitale) dove metti tutte le ricevute durante l’anno. Farmacia, medici, dentista, abbonamenti, rette, sport dei figli. A maggio, quando è il momento della dichiarazione, avrai tutto pronto. Senza questa abitudine, ogni anno è una caccia al tesoro stressante che finisce con il dimenticare qualcosa.

  • Bonus Ristrutturazioni al 50% fino a 96.000 euro, con Bonus Mobili collegato
  • Assegno Unico: da 57 a 199 euro al mese per figlio, basato su ISEE
  • Detrazioni al 19% per spese mediche, scolastiche, sportive e trasporti
  • Bonus Psicologo fino a 1.500 euro con ISEE sotto 15.000 euro
  • Conserva tutte le ricevute durante l’anno in una cartella dedicata

I bonus fiscali non sono regali dello Stato — sono diritti che hai in quanto contribuente. Lasciarli sul tavolo è come pagare le tasse e rifiutare il resto. Prenditi un’ora per verificare quali ti spettano, raccogli i documenti necessari e fai le domande. Il rendimento di quell’ora potrebbe essere di centinaia o migliaia di euro — probabilmente l’ora meglio investita dell’anno.

Immagine di G Tech Group

G Tech Group

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